ABNA24 : Il percorso verso il disgelo resta lungo e con molti ostacoli, ma che ci si trovi di fronte almeno a un abbassamento dei toni e sia in atto il tentativo di intavolare un dialogo serio appare ormai evidente. Le cambiate priorità strategiche dell’amministrazione Biden, con la revisione delle politiche mediorientali americane, potrebbero essere il motore di una clamorosa, anche se relativa, riconciliazione tra Teheran e Riyadh.
Il Financial Times aveva dato notizia per primo di un vertice tenuto a Baghdad tra esponenti di spicco dell’apparato della sicurezza nazionale dell’Iran e dell’Arabia Saudita. Il vertice si sarebbe svolto all’inizio di aprile e tra i presenti vi erano il numero uno dell’intelligence saudita, Khalid al-Humaidan, e il vice-segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica, Ameer Saeed Iravani. Pubblicamente, entrambi i governi avevano smentito l’incontro, ma fonti irachene e iraniane lo avevano invece confermato. Un comunicato ufficiale emesso da Riyadh aveva inoltre lasciato intendere le cambiate intenzioni della monarchia wahhabita, dal momento che affermava il proposito di “perseguire qualsiasi opportunità per promuovere pace e stabilità nella regione”, a patto che Teheran mostri “buona volontà” e interrompa le proprie “attività maligne”.
Le stesse fonti irachene citate dal Financial Timesavevano assicurato che i rappresentanti dei due paesi si vedranno nuovamente a Baghdad nel mese di maggio e i protagonisti potrebbero essere addirittura i rispettivi ambasciatori in Iraq. A fare da mediatore è il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, che ha tutto l’interesse a favorire una distensione e impedire che sul territorio del suo paese si consumi la rivalità e la competizione per l’influenza regionale tra Teheran e Riyadh
342/